Un uomo in fila.

Ad un Uomo non piaceva oziare, considerava il dolce far niente un’incresciosa perdita di tempo. Lui non dava tempo al tempo, non gli permetteva di rubargli minuti preziosi. Il tempo è un ladro, diceva, si appropria velocemente della vita altrui, cancella i progetti e le speranze. Chi ha tempo non aspetti tempo, perché lui è privo di pietà, passa velocemente disseminando solchi profondi sulla cute dei neo giovani vecchi. Se non ora, quando? Quell’Uomo lo affermava spesso, soprattutto negli ultimi anni del Suo tempo. Lui era dolce, affettuoso, bisognoso di tenerezze ed attenzioni. Qualcuno gli ha reso il Suo tempo? Quell’Uomo, ogni mattina, si radeva la barba. Sembra ieri ed è oggi, sembra vero ed è un ricordo. Ci siamo donati affetto e tempo, o meglio, tempo con affetto. Ieri Lui era me, oggi lo sono io.

Il tempo é oro, ma non ha prezzo, perché potrebbe sempre essere l’ultimo e sarebbe un peccato sprecarlo, ad esempio in una coda giornaliera alla guida della propria auto in una chilometrica fila alle porte di Milano. Tempo perso! Non fatemi perdere tempo, io non ho tempo per perdere tempo. Meglio donarlo, magari alla banca del tempo. L’altruismo allunga la vita.

File ovunque, odio le file. A cosa servono? Sono indice di disorganizzazione, disinteresse per il prossimo, mancanza di rispetto per il tempo altrui. File in strada, file in banca, file nei supermercati, file dal benzinaio, file alla fermata dell’autobus, file a teatro, file al cinema: file ovunque. Odiano la provincia, dove tutto scorre lentamente e ci si può godere il tempo. Preferiscono perdere tempo e non lo sanno. Chi ruba il tempo andrebbe arrestato. Non c’è niente che possa risarcire un solo secondo di vita.

«Ma quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li conosce, né gli angeli nel cielo né il Figlio, ma solo il Padre. State attenti, vegliate e pregate, perché non sapete quando sarà quel tempo. È come se un uomo, andando in viaggio, lasciasse la propria casa, dandone l’autorità ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e al portinaio ordinasse di vegliare. Vegliate dunque, perché non sapete quando il padrone di casa verrà; se di sera, a mezzanotte, al cantar del gallo o al mattino; perché, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Ora, ciò che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!» (Mc 13, 32-37)”