Gesù non aveva amici.

La famiglia e l’amicizia sono un valore assoluto? Mi sono posto questa domanda da un punto di vista diverso, diciamo distaccato dai canonici insegnamenti sociali, seguendo il polemico “Gesù non aveva amici” di Geo Nocchetti (Tullio Pironti Editore, Napoli, 2015).

Il titolo del testo è stato come una calamita, perché la mia passione per le Sacre Scritture, nonostante il mio navigare in un mare di dubbi e fasi alterne di fede, non si è mai sopita. Leggere che Gesù non aveva amici e vederlo stampato sulla coperta è stato un richiamo irresistibile. Penso, d’altronde, che lo scopo dell’autore fosse proprio quello d’incuriosire il lettore e spingerlo all’acquisto del libro. Io non so quante copie del libello siano state vendute, certo è che, a mio avviso, merita di essere letto con molta attenzione perché mescola le carte in modo inaspettato.

Geo, col permesso di “filologi, teologi e degli evangelisti di complemento” diventa fratello di Gesù e da questa posizione tesse la sua ragnatela. Cosa dicono i Vangeli sinottici a proposito della famiglia? Geo cita, tra gli altri, Marco (Mc. 6, 4) <Ma Gesù disse loro: Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua>. E’ un’affermazione forte, che non necessita di spiegazioni, è chiara, dura, dirompente. Vi siete incuriositi? No? Vediamo se riesco a stuzzicare diversamente il vostro interesse. Provo con un’altra chicca: <E come non possiamo non ammettere che l’unica forma con cui viene intesa oggi l’amicizia è quella della complicità, criminale e non, della connivenza, della convenienza?>. 

In conclusione, la famiglia, l’amicizia, altri rapporti di vario genere, vengono tenuti in piedi e regolati da un contratto, non scritto, né parlato, semplicemente sottinteso. Famiglia e amicizia non sono un valore assoluto perché legate da sottili ragioni di “ordine pratico”.

Io dissento, ma solo in parte. Esiste ancora, non in rari casi, un amore complice nell’affrontare la vita, così come l’amicizia disinteressata. E poi, Geo, quale soluzione reale proponi? Se abroghiamo la famiglia e miniamo l’amicizia, al netto delle questioni religiose, cosa rimane di questa società?