L’incesto.

L’incesto è un reato proprio che si consuma, in modo che ne derivi pubblico scandalo, quando si congiungono carnalmente persone legate da un vincolo di parentela o affinità. Secondo parte della dottrina, relativamente alle sole persone legate da vincolo di affinità, si applica l’art. 307 comma IV ultimo inciso c.p.. Altra parte della dottrina e la giurisprudenza maggioritaria sono di diverso avviso stante quanto dispone l’art. 78 comma III c.c..

Il reato è inserito nel capo II del titolo IX (Delitti contro la moralità pubblica e il buon costume) alla voce “delitti contro la morale familiare”. Il dolo è generico, la competenza per materia appartiene al tribunale collegiale e si procede d’ufficio. L’arresto in flagranza di reato è facoltativo e il fermo è consentito ex art. 564 c.p. comma II. E’ altresì consentita l’applicazione di misure cautelari personali.

La norma, titolata “incesto” (art. 564 c.p.), recita: Chiunque, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o un fratello, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. 2) La pena è della reclusione da due a otto anni nel caso di relazione incestuosa. 3) Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se l’incesto è commesso da persona maggiore di età, con persona minore degli anni diciotto, la pena è aumentata per la persona maggiorenne. 4) La condanna pronunciata contro il genitore importa la perdita della responsabilità genitoriale o della tutela legale”.

Il “pubblico scandalo” è elemento costitutivo del reato, questo va tradotto nell’assunto che, se non vi è pubblico scandalo, due persone maggiorenni e imputabili, seppure legate da relazione di parentela ex art. 307 comma IV c.p., sono, purtroppo, libere di fare ciò che gli pare. Il pubblico scandalo consiste nel profondo senso di turbamento e disgusto che tocca un numero indeterminato di persone, estraneo alla cerchia familiare degli incestuosi, che sono venute a conoscenza del turpe rapporto. E’ escluso, ad esempio, che il pubblico scandalo possa consistere nelle informazioni ricevute dalla polizia giudiziaria a seguito delle denunce dei familiari circa l’esistenza della relazione incestuosa (Cass. Pen. Sez. III, sent. n. 9109/2008). Il pubblico scandalo costituisce una condizione obiettiva di punibilità dell’incesto, indipendente dalla volontà dei colpevoli (v. art. 44 c.p.)