Igiene orale e smartphone.

La diffusione dei telefoni cellulari ipertecnologici ha permesso a milioni di persone di avvicinarsi al mondo della comunicazione a distanza. Tutti sono connessi, il pollice scivola veloce sul touch screen, tra miliardi d’informazioni, alla ricerca di curiosità, nuove notizie, amici e chissà cos’altro.

Passa il tempo, cambiano le idee e si ritorna sui propri passi. Qualche anno fa, nel lontano 1992, possedevo un cellulare Motorola, modello microtac classic, acquistato al modico prezzo di 1.200.000 lire; in quel tempo – non è una parabola – in pochi possedevano un telefono portatile, i costi d’acquisto erano molto alti e le possibilità d’utilizzo, rispetto agli odierni apparati ricetrasmittenti, erano assai limitate. Il telefono portatile, socialmente, era considerato uno status symbol. Io viaggiavo tutti i giorni ed avere a portata di mano uno strumento che mi permetteva di rimanere collegato, almeno telefonicamente, col resto del mondo mi dava sicurezza. C’era (e c’è) poi la passione per le apparecchiature elettroniche con le quali, sin da bambino, ho avuto un rapporto quotidiano grazie a mio padre, radioamatore con prefisso IS0, sperimentatore, appassionato di elettronica e di ogni novità tecnologica.

Ricordo i sorrisi e gli sguardi d’intesa di taluni quando videro il mio nuovissimo Motorola; alcuni di loro, oggi, senza il telefono cellulare non vanno neanche in bagno. Ognuno ha i suoi tempi, io ho capito solo qualche decennio dopo che il telefono portatile si utilizza per andare a defecare.

Grazie allo smartphone si sono diffusi i social network dove tutti, indistintamente, possono confrontarsi ed esprimere il proprio pensiero lasciando, spesso, una traccia indelebile del modo di percepire il mondo. Nascono nuove e rilevanti questioni:«Gli do o non gli do l’amicizia?»; «Guardo o non guardo il suo stato?»; «Si è connessa alle 10.00 e non mi ha ancora risposto, che faccio?»; «Mi ha bloccato. La blocco anch’io o la ignoro?». Leggere i commenti sui social può essere letale, in un attimo ci si può vergognare di appartenere al genere homo sapiens:«ma che peccato perdere una dottoressa così, che la terra ti sia sopra….».

Si può rinunciare ad un paio di jeans, alla pizza, anche ad una corretta igiene orale, ma non al cellulare. A volte mi chiedo, così, tra me e me, perché ci sono persone che preferiscono un costosissimo smartphone ad un bel sorriso. Chi vincerà la sfida tra l’igiene orale e smartphone?

Vado, meglio meriggiare pallido e assorto (non abbisogna).