Erede della persona offesa: opposizione all’archiviazione.

L’art. 410 c.p.p. attribuisce alla persona offesa dal reato il potere di opporsi alla richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero. Cosa accade se, nel corso del procedimento incidentale di archiviazione di cui agli artt. 408 e segg. c.p.p., si verifica il decesso della persona offesa? Sul punto si osserva: l’art. 90 comma 3 c.p.p. attribuisce ai prossimi congiunti le facoltà e i diritti attribuiti dalla legge alla persona offesa solo quando questa sia deceduta in conseguenza del reato contestato. Pertanto, se è escluso che il “de cuius” sia deceduto in conseguenza di quel reato, la giurisprudenza di legittimità è concorde nell’affermare che, ove si verifichi il decesso della persona offesa nelle more della richiesta di archiviazione promossa dal pubblico ministero, l’erede non può succedere nella posizione sostanziale e processuale del defunto; questo perché la qualità di persona offesa è strettamente personale e correlata al rapporto processuale penale che si instaura con l’indagato e non è trasmissibile “iure hereditatis” (Cass. Pen., Sez. VI, sent. n. 35518 del 22 ottobre 2002; Cass. Pen., Sez. VI, sent. n. 16715 del 10 aprile 2003; Cass. Pen., Sez. VI, Ord. n. 38872 del 24 ottobre 2006).