Donkeys!

Ho un account su twitter. La cosa, inizialmente, mi divertiva.

E’ bello sentire le opinioni di migliaia di persone, poter interagire con loro e fare nuove amicizie virtuali.

Il mondo della rete è vasto, milioni di utenti dei quali non si conosce altro se non quello che raccontano. Ci sono ingegneri che in realtà sono idraulici, comici che si spacciano per politici e politici che sostengono accoratamente di essere tali, quasi a volersene convincere. Ci sono medici – e altri che pur essendolo non dovrebbero esserlo – insieme a giuristi, economisti e veterinari, scienziati, attori, vescovi e buddisti, onesti delinquenti, biologi, virologi e disoccupati. Ultimamente soprattutto questi ultimi due. Una realtà variegata con la quale condividere, con molta attenzione, le proprie idee, le emozioni, le esperienze e la propria realtà, quella reale. Antifascisti, anarchici, comunisti, globalisti e sovranisti, terrapiattisti, padani secessionisti, sardi indipendentisti, conigli e animalisti, anestesisti e arrampicatori sociali, rianimatori e infermieri, leoni e coglioni della tastiera. Fra tutti, i più numerosi sono gli ignoranti. 

Twitter, nella sua complessa e molteplice composizione di idee ed opinioni, rispecchia la realtà umana, multiforme e difficilmente comprensibile nelle sue improvvise e imprevedibili dinamiche, attualmente figlie della precarietà di pensiero, spinto dai venti dell’interesse personale e dei gruppi di potere, della rabbia e soprattutto dell’ignoranza. Sentir paragonare il “green pass” alla “shoah” è l’inizio del punto di non ritorno. Asini!

Manifestare il proprio pensiero è un diritto, anche nella forma della critica delle posizioni altrui. Non sempre l’esercizio di tale diritto onora il tributo di sangue dei nostri avi, quelli che, non solo per obbligo e paura della sanzione, ma per senso di appartenenza alla collettività e per comunanza d’intenti, hanno dato la propria vita perché migliaia di uomini (e donne) potessero esprimersi liberamente. I confini che difendono e dividono non sono quelli che proteggono e accolgono. Asini!

Leggere i twitter, così come i post di qualsiasi altro social, può essere devastante, tanto da indurre gli animi più sensibili a ritirarsi a vita totalmente privata. Se queste sono le menti che vanno ad esprimere il voto – libero, personale, segreto e uguale – c’è solo una labile speranza per il nostro futuro. Ecco che è chiaro perché alcuni soggetti privi di ogni competenza occupano, senza vergogna, gli scranni più alti delle istituzioni democratiche.

La democrazia può essere fatale proprio a se stessa perché, parafrasando Bobbio, il suo potere rappresentativo proviene dalla massa, fonte, tra l’altro, di aggressività, intolleranza e ignoranza.

Legittima difesa accidentale? Asini!