Gli smemorati del sud.

Un mio caro amico – amico, insomma, faccio per dire – per decenni ha urlato contro i meridionali apostrofandoli come fannulloni, scansafatiche, parassiti e tanti altri bei complimenti. Figuratevi che lui, il mio amico – insomma, faccio per dire – in quel periodo si aggregò ad un partito politico che vantava, quale primo obiettivo, quello di separare il nord dal sud. Sia chiaro, nessuno si senta chiamato in causa, il nord indica, molto genericamente, un punto cardinale e ciò che è a nord rispetto ad un luogo potrebbe non esserlo rispetto ad un altro. Lo stesso dicasi per i meridionali, cioè coloro che vivono a sud rispetto a chi si trova a nord; anche qui nessuno me ne voglia, perché, ad esempio, il Marocco si trova a sud della Spagna ma a nord del South Africa.

Questo mio amico – insomma, faccio per dire – non mi risulta abbia mai lavorato in vita sua, cioè svolto una di quelle attività che, nel senso comune, comporta l’applicazione delle proprie conoscenze o abilità per produrre beni o servizi dietro un compenso. No, nessuno si senta offeso, io non ho ben capito quali capacità abbia e in cosa eccella questo mio amico – amico, insomma, si fa per dire. So per certo che lui e altri urlatori, nell’esercizio della libera manifestazione del proprio pensiero, hanno ripetuto per oltre un ventennio slogan volti a separare, allontanare, dividere, distinguere, staccare, smembrare, disunire o disgiungere gli uomini di opposti punti cardinali. Questo è un lavoro che, sembra, possa essere fatto da chiunque e senza alcuna specifica preparazione.

Il gruppo politico del mio amico – insomma, faccio per dire – nacque tanti anni or sono proprio per promuovere la secessione della loro terra da quella posta più a sud, dove, sembrerebbe, vivessero dei violenti e trogloditi malfattori. Al grido di prima Noi e dopo Voi, agitavano bandiere colorate ed esponevano enormi ed inquietanti striscioni inneggianti a vulcani e ruspe. Io glielo dicevo al mio amico – insomma, si fa per dire – che gli uomini sono tutti uguali, che nord e sud sono punti di riferimento convenzionali che ci aiutano a muoverci nello spazio e nulla hanno a che vedere con la natura umana. Ma lui no, ha iniziato a snocciolare rosari su rosari sperando che si ripetesse il miracolo e le acque, con l’intercessione di Mosè, separassero i legati alla terra dai mangiatori di mais.

Bisogna essere veramente convinti delle proprie idee se, nell’esprimerle, si valicano i limiti imposti dall’educazione e del buon gusto. E lui, il mio amico, insomma, faccio per dire – non si mise problemi a urlare contro quelli che puzzano, quelli che vengono a rubare il lavoro al nord, cioè i maestri e le maestre che vengono da chissà dove. Un amico del mio amico – insomma, si fa per dire – disse, cosi raccontano, che non amava quella bandiera lì e che l’avrebbe usata per pulirsi il deretano. Il mio amico – insomma, si fa per dire – invece, non si sentiva rappresentato da quel vessillo, almeno per i primi 25 anni, dopo è un’altra storia. Pensate che propose – il mio amico, si fa per dire – di riservare l’utilizzo di alcuni mezzi di trasporto pubblici della sua città solo a chi avesse indossato l’elmo cornuto.

La Divina Provvidenza ci stupisce e rimane un mistero. Rosario su rosario, snocciola oggi e snocciola domani, il mio amico – si fa per dire – iniziò a cambiare; per i primi 25 anni non combinò un fico secco, salvo urlare a squarciagola contro i meridionali, poi, miracolato sulla strada di Damasco, iniziò ad amarli; adesso quelli che puzzavano sono profumati, la bandiera va festeggiata con orgoglio e i meridionali sono ottimi lavoratori e hanno il diritto voto.

L’idea geniale è stata quella di abolire un punto cardinale e trovare un nuovo nemico sul quale indirizzare la rabbia della massa; non più i meridionali – che intanto avrebbero dimenticato – ma gli extracomunitari. Beh, non aveva tutti i torti, sembra che al sud ci siano molti smemorati e gli extracomunitari in politica rendono bene.

Se uno vi prendesse a pesci in faccia per oltre un ventennio pensate che sarebbe sufficiente che cambi il cognome per farvi dimenticare tutto, perdonarlo e affidargli il vostro futuro ? E poi, scusatemi, un po’ di sano orgoglio ?