Sardegna, segretario generale: 285.000 euro l’anno.

Nel mio palcoscenico ruotano tanti personaggi. Non ho una preferenza, mi piacciono tutti. Ognuno di loro ha contribuito, quasi sempre inconsapevolmente, a rendere la scena più interessante. Io sono il regista. Decido io chi recita nel mio teatro. A volte alcune comparse forzano la porta ed entrano, con violenza inaudita pretendono d’interpretare un ruolo. Occupano la scena, urlano, sbraitano e scalciano. Vogliono spazio, attenzione, reverenza. Li caccio via. Altri figuranti rimangono lungo il perimetro del palco. Attenti a non dare nell’occhio attendono il momento opportuno, il loro treno che passa, quello che, forse, non verrà mai più. Altri ancora hanno già avuto la loro occasione ma non sono stati all’altezza. I più numerosi sono quelli che criticano l’opera, la mia opera. Questi sono i peggiori, non me ne curo.

Non vado in guerra se non mi tirano per la giacca. Bisogna impararlo subito, questo è fondamentale per la propria sanità fisica e mentale. Nessuno può decidere della mia vita. Ecco perché scelgo io, sia il pubblico che gli attori, le scene, i costumi, gli odori e i colori, i sentimenti, il cibo, gli amori, le parole e quant’altro viene rappresentato nella mia commedia. Salvo il fato e la politica. Sono imprevedibili.

Pochi sono padroni della loro vita. Inconsapevolmente formano un gregge, ma non producono latte. Sognano di diventare ricchi, di viaggiare con macchine di lusso, di mostrare addominali scolpiti e compagni o compagne da copertina. Affidano il loro futuro a indipendentisti  locali e d’oltre mare. Una vergogna, direbbe Emilio Lussu. In realtà alimentano il mercato, spingono l’economia capitalistica del futile. Ingrassano il maiale. Un sistema che fagocita ogni cosa, dove il denaro diventa la sola ragione di vita. Attraverso i quattrini si valuta l’uomo. Più guadagni e più vali. Se sei povero non farti illusioni, la tua vita è meno importante dell’occhiatura nell’emmental. Al massimo s’interessano al tuo voto. La regola è:”produrre per vendere, vendere per produrre.” Non c’è una fine, ma ci sarà, prima o poi.

Il soldo piace anche ai Sardi, c’è poco da discutere. Sembra, la notizia è stata pubblicata ieri sul Corriere della sera, che il nuovo segretario generale del presidente della Regione Sardegna Solinas percepirà uno stipendio di 285.000,00 euro l’anno. Il Presidente degli Stati Uniti d’America guadagna 400.000,00 dollari, al cambio odierno pari a 326.000 euro l’anno. La Sardegna ha circa 1.600.000 abitanti, gli Stati Uniti 328.000.000. Però c’è da dire che nell’Isola la vita è cara, tra maialetti ed agnelli, aragoste, orate e cannonau i soldi non bastano mai. O no ?!? 

Ecco, il voto personale, libero segreto e uguale cambia le regole, anche le nostre. C’è chi sale sul carro e chi rimane a piedi a leccarsi le ferite. Lo spettacolo è finito, il teatro è chiuso, adesso si ritorna alla vita reale.