Il mio coro è differente.

Il mio coro è nato per caso, doveva andare cosi. Nulla era stato programmato, c’era solo la volontà di stare insieme, di godere di momenti di serenità e felicità, cantando e dimenticando i pesi che gravano sull’ordinarietà della vita. E’ così che un piccolo gruppo di amici, spinti dalla voglia di cantare, dall’affetto reciproco e dal desiderio di mettersi alla prova, hanno sfidato la sorte. Non era facile e non era scontato, eppure sono passati quasi due anni e siamo ancora uniti, felici, desiderosi d’incontrarci e di stare insieme.

Il mio coro è differente, perché quel legame va oltre il canto, s’insinua prudentemente nelle difficoltà personali, le combatte, sostiene chi le affronta infondendogli amore, presenza ed empatia illimitata. Non è solo un coro, è un modo per stare insieme che travalica la passione per il canto, che unisce anime diverse, sensibilità distinte. E’ un modello di vita che, in una società perennemente in conflitto, rappresenta un esempio di unione, di fratellanza, un punto di riferimento e di evasione dalla quotidianità.

Il mio coro è differente perché ci sono persone speciali, che affrontano le difficoltà della vita col sorriso, che non mollano, che combattono e incoraggiano gli altri. Sono loro i veri guerrieri del gruppo, sempre in prima linea a lottare contro il nemico, a volte anche piangendo e disperandosi, ma senza mollare mai continuano a scalare la montagna diretti verso la vetta.

Il mio coro è differente, perché quando ascolto le registrazioni delle prove vedo il volto di ognuno dei suoi componenti, distinguo il loro sguardo, sento la loro voce e il calore umano che nasce dall’unione dei singoli registri vocali.

Il mio coro è differente, differente da altri cori, perché non conosce malvagità e invidia.  

S’amistade è il vero segreto che lega gli uomini e le donne del mio coro (Luca, Cristina, Alessandro, Giovanni, Mariella, Daniele, Marilena, Rita, Tinuccia, Immacolata,  Angela, Giuseppina e Giorgio).

Il nostro coro è differente.