Pistola giocattolo:”Cosa dice la legge ?”.

Se vi piacciono le armi giocattolo, quelle col tappo rosso sul vivo di volata, che riproducono fedelmente le armi da fuoco in modo talmente perfetto da sembrare pistole o fucili realmente funzionanti, allora dovete leggere questo promemoria. Perché ? Perché a passare un brutto momento ci vuole un attimo e non è corretto sostenere, come fanno alcuni, che siccome si tratta di un’arma giocattolo non si corre alcun rischio a portarla con sé. E’ vero, le armi giocattolo possono essere liberamente acquistate, detenute e trasportate ed è ammesso il porto, ma non è certo che averle al seguito non possa creare allarme sociale.

Vediamo cosa dice la Corte di Cassazione (Cass. Pen., Sent. n. 18382/2014):”(…) le Sezioni Unite di questa Corte che hanno statuito che <Il semplice uso o porto fuori della propria abitazione di un giocattolo riproducente un’arma sprovvisto di tappo rosso non è previsto dalla legge come reato. L’uso o porto fuori della propria abitazione di un tale giocattolo assume rilevanza penale soltanto se mediante esso si realizzi un diverso reato del quale l’uso o porto di un’arma rappresenti elemento costitutivo o circostanza aggravante, come avviene quando il giocattolo riproducente un’arma, sprovvisto di tappo rosso, sia portato in aeromobile, in violazione della L. n. 694 del 23 dicembre 1974, o quando sia usato nella commissione di delitti contro la sicurezza della navigazione aerea, di reati di natura elettorale, nei delitti di rapina aggravata (art. 628 c.p., comma 3, n. 1, prima ipotesi), di violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale (art. 339 c.p.), di estorsione aggravata (art. 629 cpv. c.p.), di minaccia aggravata (art. 612 cpv. c.p.), o quando venga portato indosso nella commissione del reato di furto” (Cass., Sez. Un., n. 3394 del 06/03/1992 Rv. 189520)>. Quindi, portare al seguito un’arma giocattolo, anche con tappo rosso non visibile, non è reato. Ma ne vale la pena ?

Vediamo un caso concreto. Verso le 9.30 di una gioiosa mattinata del mese di maggio 2009 alcuni cittadini, che viaggiano con un autobus di linea nella città di Nuoro, chiamano il 113 segnalando la presenza di un individuo armato a bordo del veicolo. Si trattava di un maschio, bianco, adulto, sulla quarantina, capelli brizzolati e occhiali da sole tipo Ray-Ban, seduto sul sedile posteriore del pullman con la pistola infilata nella cintola. Il centro operativo della Polizia di Stato invia sul posto due pattuglie, i cui operatori attuano tutti gli accorgimenti previsti dal protocollo quando si opera in presenza di soggetti armati. Già questo dovrebbe dissuadere dal portare al seguito una pistola giocattolo. Le pattuglie arrivano in Piazza Mameli, dov’è appena giunto l’autobus, irrompono sul mezzo armi in pugno, immobilizzano l’individuo e scoprono, solo successivamente, che l’arma è un giocattolo. Vale la pena di rischiare tanto ? L’individuo, privo di documenti viene accompagnato in Questura per l’identificazione, lì afferma di essere a conoscenza che il porto delle armi giocattolo è permesso.

Non aggiungo altro, decidete voi se vale la pena andare in giro con una pistola giocattolo infilata nella cintola, ma tenete presente che, quando arriva una chiamata al 113 e si segnalano persone armate, la procedura che gli operatori pongono in atto non distingue – finché non si accerta compiutamente il fatto – tra pistole giocattolo e armi da fuoco. E poi, detto en passant, che senso ha girare con un pezzo di ferro a forma di pistola ?

Concludo ponendo il dubbio, sempre presente in coloro che operano al 113 se vogliono salvaguardare la loro e l’altrui incolumità, cioè quello che l’arma potrebbe essere sia da fuoco con vivo di volata appositamente colorato di rosso, sia giocattolo, ma finché non si accerta i rischi sono molteplici.

La legge lo permette, ma a noi conviene  ?