…..e se mi danno del terrone ?

Terrone, spiega Wikipedia, è un epiteto della lingua italiana che indica un’origine nelle classi servili, i “legati alla terra”. Per ciò ci interessa in questo momento è sufficiente questa spiegazione. La domanda che voglio pormi rispetto a tale termine è di tipo giuridico, desidero comprendere se dare del “terrone” ad un proprio simile costituisce reato.

La risposta è:”Dipende dalla situazione”. In passato se il fatto avveniva in presenza dell’offeso, il reato era quello di ingiuria, al contrario, se avviene in presenza di più persone, assente l’offeso, si configura il reato di diffamazione. Nel primo caso il reato è stato depenalizzato e attualmente è prevista l’applicazione di una sanzione civile (vedi qui), se invece si viene diffamati la questione è diversa. La diffamazione, punita dall’art. 595 c.p., è un delitto procedibile a querela della persona offesa; se avviene col mezzo della stampa ne rispondono anche il direttore o vicedirettore responsabile, l’editore e lo stampatore, per i reati previsti dagli artt. 57, 57 bis e 58 c.p..

La Corte di Cassazione penale, Sent. 42933/2011, rispetto all’espressione “terrone di merda” ha specificato che sono ingiuriose non solo “(…) quelle espressioni con le quali si “disumanizza” la vittima, assimilandola a cose, animali o concetti comunemente ritenuti ripugnanti, osceni, disgustosi, ma anche paragonare un uomo a un escremento (“terrone di merda”) è certamente locuzione che, per quanto possa essersi degradato il codice comunicativo, conserva intatta la sua valenza ingiuriosa. L’espressione utilizzata nel caso in esame, contiene anche una connotazione odiosamente razzista (“terrone”) e non vale osservare che il Tizio non aveva origini meridionali, atteso che, con la medesima tecnica della assimilazione denigratoria, egli è stato paragonato, non solo a un rifiuto organico, ma anche a un individuo che, per la sua origine, è evidentemente ritenuto obiettivamente inferiore (si intende: da Sempronio, che, in un sol colpo, ha offeso il Tizio e gli italiani del Sud)”.

Se siete particolarmente curiosi Vi invito a leggere la sentenza della Corte di Cassazione Penale, Sez. I, n. 51174/2018, nella quale, oltre ad alcune questioni relative alla carenza dell’iscrizione nell’apposito albo dei cassazionisti del difensore che ha presentato il ricorso, si affronta un caso di diffamazione legato ad un personaggio politico che ha apostrofato altri proprio con l’espressione terrone. L’atto è reperibile sul sito web della Corte di Cassazione.