Faccia di sfintere.

Vive in una città del nord ed è piuttosto facile al risentimento. E’ l’unico che va controcorrente a prescindere. Se tu gli chiedi di che colore era il cavallo bianco di Napoleone lui risponde giallo, solo per il piacere di apparire diverso e ostentare un quid indefinito. E’ vecchio, ma non riflessivo, gli capita di andare in ferie e rimanere senza soldi.

Nella sua città vivono in loculi open space, acquistati previa sottoscrizione di contratti di mutuo con fine rata mai. Stando seduti sul water riescono, nello stesso momento, a friggere le melanzane in cucina e vedere la tv in salone. La mattina presto o la sera verso le dieci, prima di defecare, alzano il volume del televisore. E’ un rito, tutti nel palazzo la fanno nel medesimo istante, cosi uno non sente l’altro. Meglio andare di corpo in aperta campagna, col canto dei grilli e il vento che ti accarezza la pelle, anche se hai la faccia come il culo.

Se andate a Milano non dormite su una panchina, se dovesse accadere il peggio il vostro cadavere rimarrebbe lì per giorni. A Milàn il tempo non è denaro, tutti hanno tempo da perdere, corrono tutto il giorno, non si sa bene dove. Anzi, forse si, devono pagare il mutuo. Così metà della loro vita si consuma in fila, davanti ai semafori, sui mezzi pubblici o sulla circonvallazione interna, in balia del destino, come canne al vento. Non hanno la minima idea dei tramonti sul mare, del profumo di mirto e ginepro, della scelta di vivere dell’essenziale, liberi da ogni moda e condizionamento.

Esso, direbbe un mio caro amico napoletano, l’intellettuale dei miei marroni, parla a sproposito della Sardegna, dice che si spende e si spande per andarci in ferie. Milano, in compenso, è una delle città del mondo dove la vita è più cara, tutto l’anno. Non chiedetevi quale città ha il primato dei reati per droga, e non solo, ve lo dico io, è Milano, la città più pericolosa d’Italia. A Milano c’è la sede della lega nord, il fior fiore dell’anima lombarda, gente che ce l’ha duro e quanto a offese nei confronti dei meridionali non è seconda a nessuno. E potrei continuare, ma ho già dedicato troppo tempo ad un vecchio astioso e impulsivo, che, forse, avrebbe fatto meglio a non aprire l’orifizio.

Caro, si fa per dire, quasi ottuagenario, i nuraghi saranno ancora in piedi quando il fato avrà chiesto il tuo ultimo respiro. Adesso come allora i Sardi potranno fare a meno di te e di tutto ciò che rappresenti. L’estate prossima vai in Corsica o dove cacchio ti pare, lì accolgono tutti, anche quelli che “prima si servono e dopo cagano il posto”.

L’esofago, come l’intestino crasso, è un tubo, infatti si dice che alcuni hanno la faccia di sfintere esofageo altri quella di culo. Sempre di sfintere si tratta. A ognuno il suo.

Frastimo ma no isco frastimare…