Un altro papà è volato in cielo…

Anche oggi un papà ci ha lasciato, non lo conoscevo se non grazie all’amore dei suoi compaesani. Era una persona speciale, un signore gentile, educato, con una voglia di vivere incredibile e dall’allegria contagiosa. Una bella persona, un padre che ha mantenuto fino in fondo l’impegno verso la famiglia. Una vita con la divisa dell’Arma, prigioniero di guerra in un campo di concentramento nazista e medaglia d’oro per meriti di guerra. Una vita intensa, nel lavoro, nelle amicizie e nell’amore verso le sue cinque donne, la moglie e quattro figlie.

Anche il mio papà mi ha lasciato da qualche anno. E’ morto da solo, in ospedale, il quattro marzo duemilaquindici, non riesco a perdonami di non essere stato con lui in quei momenti. Avrei voluto abbracciarlo, tenergli la mano e trasmettergli tutto il mio affetto. Non è andata così, era sdraiato sul letto di un ospedale, gli mancava l’aria e io non c’ero. Lui, quando io ho avuto bisogno, c’è sempre stato.

Ho conosciuto papà che non hanno visto i propri figli crescere, che sono morti lottando per la vita, con la disperazione nel cuore. Papà che hanno lasciato un vuoto incolmabile, non avrebbero voluto, ma la sorte non gli ha dato scampo. Ricordo una coppia felice, camminavano mano nella mano affrontando la vita di petto. Poi il buio, la disperazione e un amore ancora vivo nel cuore e nei ricordi.

Oggi è un giorno triste, un altro papà è volato in cielo. Ciao Giovanni Maria, un abbraccio da tutti noi.