Controllo di polizia ? E’ doveroso, oltre che conveniente, collaborare.

Prontuario breve.

Il documento d’identità per eccellenza è la carta d’identità, ma sono documenti equipollenti tutti quelli rilasciati dalla Pubblica Amministrazione per motivi diversi dell’identificazione.

La patente di guida (o nautica) è un documento di abilitazione che prova anche la nostra identità, il porto d’armi è un titolo di polizia che ci autorizza, a seconda del tipo, a recarci a caccia, a detenere armi per uso sportivo, ecc., e prova anche la nostra identità. I tesserini in dotazione alle forze armate e alle forze dell’ordine sono documenti che provano l’appartenenza a quel Corpo dello Stato e, quindi, abilitano/obbligano i titolari all’esercizio delle funzioni legate a quella qualifica e certificano la loro identità. Il passaporto è un documento di viaggio, necessario per gli spostamenti nei paesi extraeuropei (semplificando), ovviamente prova la nostra identità. E si potrebbe continuare, ma se siete curiosi potete andare a leggere l’art. 35 del D.P.R. n. 445/2000.

Adesso poniamoci qualche domanda:

  1. E’ obbligatorio avere al seguito un documento d’identità in occasione di un controllo di polizia ? No, salvo alcuni casi specifici – punto 7 seguente – non è obbligatorio. E’ sufficiente fornire le proprie generalità complete (nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, stato e altre qualità personali – art. 651 c.p.).

  2. Possono essere identificate le altre persone trasportate nel veicolo ? Assolutamente si, esattamente come indicato nel punto 1.

  3. Posso essere fermato e identificato mentre cammino per fatti miei in città senza aver fatto alcunché ? Si, le forze di polizia possono procedere all’identificazione senza fornire alcuna giustificazione.

  4. Cosa accade se non ho un documento d’identità, fornisco le generalità complete, ma gli operatori di polizia non sono convinti della mia identità personale ? Si rischia, sussistendo i presupposti di legge, di essere accompagnati presso il comando di appartenenza delle forze di polizia ai fini dell’identificazione (art. 11 del D.L. n. 58/1978 – art. 4 del R.D. n. 773/1931).

  5. E’ sufficiente esibire il documento agli operatori di polizia ma non consegnarlo materialmente ? No, è obbligatorio consegnare il documento. L’attività di verifica della validità dello stesso, anche dal punto di vista della sua possibile falsificazione, necessità di controlli che presuppongono la consegna.

  6. Cosa accade se esibisco ma non consegno il documento ? Vedi sopra ai punti 4 – 5.

  7. Chi deve avere obbligatoriamente al seguito la carta d’identità ? Vedi, ad es., l’art. 4 del R.D. n. 773/1931 e l’art. 294 del R.D. n. 635/1940).

  8. Gli operatori in divisa devono esibire i propri tesserini di riconoscimento ? Assolutamente no, nel corso dell’attività di controllo del territorio, è obbligatorio, in seguito all’invito dei funzionari, ufficiali ed agenti ai quali spetta l’espletamento dei servizi di polizia stradale, quando siano in uniforme o muniti dell’apposito segnale distintivo, fermarsi e farsi identificare (art. 192, d.lgs. n. 285/1992).

  9. Un pubblico ufficiale può chiederti i documenti in qualsiasi momento ? Se nel corso dell’espletamento dell’attività lavorativa si, senza dover fornire alcuna giustificazione. Se al di fuori dell’orario di servizio, si, ogni qualvolta si trova ad operare rispetto a fatti che richiedono il suo intervento. In tal caso deve qualificarsi mostrando il proprio tesserino di riconoscimento.

  10. Se vengo fermato ad un posto di controllo ho l’obbligo di scendere dal veicolo a richiesta degli operatori ? Si, salvo documentati problemi di salute (es. difficoltà deambulazione), l’ispezione del veicolo, consentita dall’art. 192 comma 3 del d.lgs. n. 285/1992, presuppone la collaborazione del conducente e dei passeggeri. La violazione comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87 ad euro 345.

  11. Se non scendo dal veicolo cosa accade ? La mancata collaborazione, oltre alla contestazione della sanzione amministrativa, potrebbe indurre gli operatori a sospettare che c’è qualcosa da nascondere (es. stupefacenti, armi o altro) e costringerli a procedere alla perquisizione del veicolo, del conducente e dei trasportati (art. 4, legge 152/1975; art. 103 D.P.R n. 309/1990).

  12. Se durante il controllo mi viene chiesto di spegnere il motore posso rifiutarmi, anche adducendo motivazioni di origine elettrica o meccanica del veicolo ? No, il veicolo, per poter circolare, deve sempre rispettare le caratteristiche costruttive e funzionali prescritte (art. 79 del d.lgs. n. 285/1992; v. ad esempio, l’art. 135 comma 10 D.P.R. n. 495/1992), se non è possibile spegnere e riaccendere normalmente il motore il veicolo non può circolare, salvo situazioni impreviste documentabili (l’auto presenta il problema meccanico o elettrico durante la marcia).

  13. L’accompagnamento in ufficio, nel caso di rifiuto d’identità o dubbi sull’identità dichiarata può avvenire coattivamente ? Si, nel caso di rifiuto di eseguire le indicazioni degli operatori di polizia, come salire sull’auto di servizio per recarsi al comando o tentare di allontanarsi. (Cass. Pen., Sez. V, Sent. n. 38229 del 24-06-2008 (ud. 24-06-2008).

  14. E lo status di soggetto di diritto internazionale che alcuni ostentano nel corso dei controlli di polizia ? Non li esime dal rispetto della legge dello Stato in cui si trovano. Valgono anche per tali sapientoni tutti gli obblighi indicati nei punti che precedono, nessuno escluso.

  15. E gli appartenenti al corpo diplomatico ? Non sono esenti dal rispetto delle leggi dello Stato ove operano, anche se godono di una serie di immunità previste dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche (v. legge n. 112/1974 – Ratifica ed esecuzione della convenzione sul diritto dei trattati, con annesso, adottata a Vienna il 23 maggio 1969).

  16. Ha senso creare problemi inutili durante un controllo di polizia ? No, è una cosa sciocca e, se non si ha niente da nascondere, porta solo a perdite di tempo per il cittadino e per chi sta operando. In ogni caso, la legge pone gli operatori di polizia nella condizione di procedere all’identificazione e ad altri controlli a prescindere dalla collaborazione di chicchessia.

In conclusione, comportarsi educatamente – da entrambe le parti – ed avere una condotta moralmente ed eticamente corretta è dovere di ogni cittadino.