Jammer telefonico ? Compratevi una radio portatile.

E’ necessaria una piccola premessa. Il codice penale vieta a chiunque di procurarsi, attraverso l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, notizie o immagini attinenti alla nostra vita privata, cioè quella che si svolge – semplificando – presso la nostra abitazione (art. 615 bis c.p.). Per contro i negozi on line offrono a chiunque, anche a prezzi molto contenuti, la possibilità di acquistare piccole telecamere autoalimentate, microspie ed altri congegni con i quali è possibile carpire notizie sulla vita privata altrui. E’ certo, ad esempio, che alcuni televisori muniti di telecamera e collegati a internet sono stati utilizzati, dai c.d. hacker, per registrare momenti della vita domestica di persone che, comodamente sedute sul loro divano, erano ignare di ciò che gli stava accadendo. La medesima cosa può avvenire attraverso la telecamera del vostro computer o cellulare. Sulla questione si può affermare, in linea di massima, che ogni segnale che viaggia via etere può essere intercettato.

Se la cosa vi ha incuriosito diventa interessante parlare del jammer. Cos’è ? Si tratta di uno strumento che viene utilizzato per disturbare le frequenze radio al fine d’impedire ai telefoni cellulari, e non solo, di funzionare. In sostanza, se un jammer è acceso e siete all’interno della sua area d’azione, che può variare – dipende dal modello – da pochi metri a qualche km, il vostro smartphone e quelli altrui non ricevono alcun segnale dalla rete telefonica e sono, perciò, inutilizzabili. Uno jammer, in vendita ce ne sono di vari tipi e prezzi, può essere usato, oltre che per inibire il segnale dei telefoni mobili, anche per impedire il funzionamento di microspie, telecamere, localizzatori gps e ogni altro strumento che trasmette onde radio, apparecchi che, guarda caso, possono essere stati installati da “ignoti” nella vostra abitazione.

L’interesse per l’acquisto di uno jammer potrebbe iniziare qui, ma potrebbero iniziare anche i guai. Vediamo perché, considerando che anche alcuni siti web specializzati nel settore sostengono che è vietato l’acquisto e l’utilizzo dello strumento ai privati. Le cose stanno veramente così ? 

La Corte di Cassazione, in due recenti sentenze (Cass. Pen., Sez. VI, Sent. n. 39279 (ud. 16/05/2018) deposito del 30/08/2018; Cass. Pen., Sez. II, Sent. 3854 ud. 20/12/2019 – deposito del 29/01/2020), ha chiarito che la mera detenzione dello strumento non costituisce reato ma che, al contrario, nei termini indicati nella sentenza, è lecita. Afferma la Corte che: “(…) il reato di installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni, previsto dall’art. 617-bis c.p., si configura solo se l’installazione è finalizzata ad intercettare o impedire comunicazioni tra persone diverse dall’agente, per cui il delitto non ricorre nell’ipotesi in cui si utilizzi un “jammer telefonico”, ossia un disturbatore telefonico, al fine di impedire l’intercettazione di comunicazioni, sia tra presenti che telefoniche, intrattenute dal soggetto che predispone l’apparecchio“. Detto in altre parole se l’utilizzo dello jammer avviene per impedire ad altri, chiunque essi siano, di intercettare le nostre comunicazioni, non commettiamo alcun illecito penale. Quanto precede presuppone, ovviamente, la detenzione dello jammer, quindi acquistarlo e detenerlo, purché venga utilizzato nei termini suddetti, non costituisce reato.

La questione non è affatto scontata, infatti, se date uno sguardo ai quotidiani digitali, potrete appurare che riportano spesso la notizia del sequestro di uno o più jammer da parte delle forze di polizia, anche in casi nei quali il fatto sembrerebbe non costituire reato. Perché, è bene precisarlo, uno jammer potrebbe essere utilizzato anche per agevolare la commissione di fatti criminosi, ma la stessa cosa può accadere anche con una pistola legalmente detenuta, oppure con un coltello da cucina, un martello e mille altri oggetti facili da reperire. In tali casi, da valutare singolarmente, “il porto”, ma non la detenzione, di quegli oggetti fuori dalla propria abitazione costituisce reato. Come costituisce reato, si è già detto, l’utilizzo dello jammer per interrompere comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone. Bisognerebbe, pertanto, valutare sempre il singolo caso prima di procedere a sequestri probatori per presunti e inesistenti reati.

In un recentissimo caso accaduto in Sardegna, le forze dell’ordine hanno sequestrato uno jammer, rinvenuto spento su un comodino nel corso di una perquisizione domiciliare, asserendo nero su bianco che è vietato detenerlo. Il sequestro, effettuato ex art. 354 c.p.p., è stato convalidato dal pubblico ministero in quanto disposto sul corpo del reato di cui all’art. 617 bis c.p. ai fini dell’accertamento della funzionalità dello strumento. L’indagato a mezzo del proprio difensore ha presentato domanda di riesame del sequestro e il Tribunale, preso atto dell’orientamento sancito dalle suddette sentenze della Suprema Corte, ha ritenuto comunque indispensabile mantenere il sequestro probatorio per porre in essere i predetti accertamenti.

Guardando all’episodio narrato, a prescindere da come si evolverà la fase delle indagini preliminari, è chiaro che detenere uno jammer, attualmente, può causare non pochi fastidi, come quello di doversi trovare nella veste d’indagato, con tutto ciò che consegue in termini di disagio psicologico, impegno economico e perdita di tempo.

Compratevi, è meglio, una radio portatile.