Con parole mie…

Avevo iniziato a scrivere qualcosa sulla nostra Carta costituzionale, per poi saltare alla storia d’Italia e, partendo dall’antica Roma, arrivare ai nostri giorni scrivendo le lodi del nostro Popolo. Troppo complicato, troppo lungo, insomma, troppo. Ad un tratto, messo da parte il forte condizionamento mediatico patriottico di questo periodo virulento, rispondendo “emmo” a una domanda postami da un mio caro amico – munito di mascherina e a debita distanza di sicurezza – mi sono ricordato delle mie vere origini. Sia chiaro, non che mi fossi dimenticato o che soffra di disturbi della memoria, solo che preso da tutte queste bandiere tricolore e inni nazionali giornalieri trasmessi in ogni dove, mi sono entusiasmato, perdendo per un attimo il contatto con la realtà. Così ho riflettuto sul fatto che, prima ancora di appartenere alla penisola italiana, sono nato, cresciuto e sono parte integrante di un’Isola meravigliosa, profumata dal mirto e forte come il ginepro.

Ecco perché la mente mi ha riportato immediatamente a vecchie ma sempre attuali questioni che, apparentemente messe da parte, continuano ad abitare nell’animo di taluni nascoste come i carboni ardenti sotto la cenere. Mi sono chiesto cosa interessa a noi Sardi della Padania e cosa abbiamo in comune con un movimento politico confederale che ha per finalità proprio “il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana“.  Cosa ci unisce agli interessi di questa confederazione composta da sole regioni del nord Italia, le quali, ovviamente, inseguono interessi di parte e vogliono –  volutamente non ho usato il condizionale – venire sulle nostre spiagge solo per bagnare il loro deretano e prendere i Vostri voti. Sono assai curioso di conoscere se almeno uno dei Sardi che ha votato la Lega Nord e osanna l’odierno segretario, successore di uno dei Padri Fondatori che “ce l’ha duro”, ha letto lo “Statuto della Lega Nord per l’indipendenza della Padania”.

Il nuovo documento, approvato dal congresso federale straordinario del 21 dicembre 2019, è reperibile sul sito web del partito ed è possibile non solo leggerlo ma anche scaricarlo, così da studiarlo e ricordarlo. Il simbolo della Lega Nord “è costituito da un cerchio racchiudente la figura di Alberto da Giussano così come rappresentato dal monumento di Legnano (…)”. Io sono sinceramente convinto che tutti i Sardi che hanno votato la Lega Nord alle regionali del 2019, cioè secondo i dati ufficiali 81.421 persone, conoscono perfettamente le gesta di questo personaggio storico, che sembra non sia mai esistito. 

Comprendo, anche se non le condivido, le scelte politiche, cioè le alleanze poste in campo dai partiti isolani pur di vincere le elezioni regionali, ma inorridisco davanti a un sardo che esprime quel voto, seppur personale, eguale, libero e segreto, dando maggior forza ad un partito che sulle offese alla “terronia” e a “Roma ladrona” ha fatto il suo motto e la sua fortuna. E’ proprio il caso di dire, e chi lo disse non era un personaggio qualunque, che “nessuno è profeta in patria”. Ma è possibile, dico io, parafrasando il principe De Curtis, che se decidi di votare un partito che lotta per affermare la sovranità di un popolo e della sua gente in un territorio, non privilegi un partito della tua terra. E’ concepibile per un sardo votare un’associazione che ha come scopo fondamentale l’indipendenza della Padania ? Ma allora, scusate, detto con parole mie, quando ci fanno “certi complimenti” non hanno tutti i torti ?