Dicesi coerenza…..Capitalizzare il consenso di cui il partito attualmente gode.

L’avvocato Giuseppe Conte, sin dal primo momento, mi ha ispirato fiducia. Non lo conosco ma, istintivamente, l’ho percepito da subito come una persona a modo e con saldi principi. Potrei sbagliarmi, ma non penso. Ne ho avuto un’ulteriore conferma ieri sera quando, nonostante il duro colpo subito, nel suo messaggio alla stampa e ai cittadini ha dimostrato di essere una persona equilibrata. Non è facile, infatti, dopo aver avuto numerose rassicurazioni sulla durata del governo, vederlo svanire perché qualcuno deve “capitalizzare il consenso di cui il partito attualmente gode”. Un fatto del genere non accade neanche in una riunione di condominio. 

Non l’ho mai sentito, l’avv. Giuseppe Conte, cantare a squarciagola: “Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”. Non l’ho mai sentito dire una sola parola offensiva o di disprezzo nei confronti di chicchessia o fare distinzioni tra i meridionali e gli altri. Non l’ho mai sentito, il Presidente Giuseppe Conte, affermare che “bisogna bloccare l’esodo degli insegnanti precari meridionali al Nord”.

E pensare che ho espresso riserve sul pensiero di Roberto Saviano, il quale, invece, ha una sensibilità maggiore della mia nel discernere le situazioni e le persone. E’ evidente che le vicissitudini dei migranti, ciò a prescindere dal necessario e doveroso controllo delle frontiere, sono state utilizzate da taluni solo ed esclusivamente come chiave di apertura del proprio consenso. Basta fermarsi un attimo e chiedersi se il problema degli italiani, quello che richiede un’immediata soluzione, riguarda in primis i migranti o, invece, ad esempio, la disoccupazione, la carenza di mezzi e uomini in certi settori della pubblica amministrazione (istruzione, difesa, sicurezza, salute, scuola, ecc.), la corruzione, anche internazionale, cosi come la riforma della giustizia. I migranti, al contrario, sono esseri umani disperati e un buon cristiano, rispettoso del più sacro dei comandamenti (Ama il prossimo tuo come te stesso.) non può cacciarli agitando il Rosario con la mano destra e il Vangelo con la sinistra. L’incoerenza non era una novità. 

Si può dare torto, a questo punto, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che a Cassino ha affermato che “Lo studio è la spinta, lo strumento per l’apertura, l’interesse e il rispetto verso culture diverse, verso opinioni ed esperienze di altri.”; ed ancora, lo studio “(…) è lo strumento dell’apertura al dialogo e all’amicizia”. No, ritengo di no e sarei ben felice di essere sempre rappresentato da parlamentari che, quantomeno, prima di essere tali, oltre ad aver studiato abbiano assaporato il gusto del primo stipendio e non conoscano solo la prima indennità. 

In ogni caso, prima delle prossime e imminenti elezioni vi consiglio di leggere lo Statuto della Lega Nord. Vi accorgerete che nulla è cambiato rispetto a quando Umbero Bossi gridava che la Lega ce l’ha duro. Il Sud rimane escluso da qualsiasi progetto e, visto che non possono farlo diversamente, usano gli stessi voti dei “terroni” (per fortuna non di tutti) per sperare di ottenere democraticamente (sigh !) l’indipendenza della Padania, quale Repubblica Federale indipendente e sovrana. Un sogno che rimarrà tale. 

“Capitalizzare il consenso di cui il partito attualmente gode”, vuol dire anteporre gli interessi della Lega, nonché personali, a quelli della collettività. Non è una crisi conseguente a modi differenti d’intendere l’uso del potere politico, che evidentemente esistevano tra il Movimento e la Lega prima ancora del giugno 2018, ragion per cui venne stilato il contratto di governo. Il passo indietro di Salvini della Lega Nord, che ce l’ha duro, è volto ha “capitalizzare il consenso popolare”, cioè passare alla cassa e chiedere ai cittadini di votarlo, di dargli più potere. Salvini non ha smentito, ad oggi, le parole pronunciate dal Presidente Giuseppe Conte, quindi, si va al voto per “capitalizzare il consenso di cui il partito  – la Lega – attualmente gode”. 

E’ vero che non è più chiaro, ormai da decenni, se sia la politica al servizio dei cittadini o viceversa. Ma mai nella storia della Repubblica, che io ricordi, per “capitalizzare il consenso di cui il partito attualmente gode” si è giocato allo sfascio alle e sulle spalle degli Italiani. Vogliamo parlare della prossima legge di bilancio e del serio pericolo che scatti l’esercizio provvisorio ? E della meschina figura a livello internazionale ?

Io spero, con tutto il cuore, che gli Italiani rinsaviscano e soprattutto al Sud, in particolare nella mia terra, la Sardegna, percepiscano correttamente e chiaramente la gravità di quanto è accaduto e traggano le dovute conclusioni. Nulla ci unisce agli interessi della Lega.

Mi dispiace per i 5 Stelle ! Ringrazio Luigi Di Maio, così come Alfonso Bonafede, gli altri Ministri e i Parlamentari, per il lavoro fatto in questo breve ma proficuo periodo.

Terroni, svegliatevi, ve lo dice uno di Voi. 

Ad maiora !