Ma quale famiglia ?

Cosa rimane oggi della famiglia ? Poco ! Ci sono alcune coppie che resistono, combattendo giornalmente contro tutto e tutti,  anche lanciandosi come kamikaze addosso a pseudo nuove realtà colorate. Il grido di battaglia è:”Resistere, resistere, resistere”.

Tutto si confonde, anche la scienza medica perde la sua certezza davanti all’apparato digerente divenuto pseudo riproduttivo. L’essere maschio o femmina non è più un dato oggettivo. Si può sostenere il contrario ? No ! In nome dell’amore e di presunti diritti fondamentali si è autorizzati a cambiare l’ordine naturale delle cose. D’altronde, è un principio matematico molto semplice quello in base al quale, cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia.

Con i numeri è semplice, ma due fattori in azienda sono come due galli in un pollaio. Sempre che si possa parlare di galli. Sarebbe più appropriato l’utilizzo di un termine che non discrimini i galli che si sentono galline o, viceversa, coloro che affermano di non essere né galli, né galline. Nasce un nuovo genere, si chiama “Galla” e alla sua pronuncia non va anteposto alcun articolo determinativo (è discriminatorio). Diceva un vecchio napoletano di mia conoscenza:”Per carità, non sia mai !”.

Scusate, vado un attimo a chiamare il mio “genitore 1”, c’è il “genitore 2” che non sta tanto bene. Devo avvisare anche i miei legami di seme (mai parlare di fratello e sorella). Nascono nuove specie animali, il pecoro, il mucco, la becca e così via. Ci sarà un mondo nuovo, dove anche i galli potranno adottare i loro pulcini e ricorrere alla maternità surrogata o per uovo in affitto. Un mondo fatato, dove ognuno pretende di fare come membro gli pare. E non meravigliatevi, nascono già nuove proposte sulla zoorastia. I matrimoni tra specie diverse saranno, finalmente, una realtà.  In futuro potrà non essere offensivo dire “tuo padre è un asino”, oppure, “tua madre è una vacca”. Fantastico ! Perché porre un freno ai diritti ? Sarà una società dove le leggi non solo concedono, regolano, limitano e impongono, ma permettono e giustificano ogni desiderio. 

Il mondo dei giovani è anche questo. Uomini e donne dalle mille parole scritte in cento messaggi, mai un abbraccio o un passo indietro verso la voglia di capire chi divide con noi il proprio tempo. La chiamano realtà virtuale. Forti in discesa e deboli nelle salite, questa è l’immagine delle nuove generazioni. Molti si presentano in abito gessato o in tailleur, ma dentro sono straccioni, meschini senza cuore e anima. Alcuni pezzenti nel profondo dei sentimenti, altri zingari pieni di debiti d’amore, altri ancora vivono come i vermi, scavando ferite nel cuore altrui. Sono tutti alla ricerca di una – non si sa bene quale – costante felicità. Addominali scolpiti e cervello bacato vagano consumando l’altrui ossigeno. Per fortuna non tutti, ma tanti sono così, è innegabile. 

Nei rapporti di coppia nasce il “non sento più niente”, “non provo più niente” e mille altre parole inutili per non dire chiaramente, come fanno i codardi, che si vuole andare verso altri lidi. Incontro a nuove storie destinate a fallire ancora prima d’iniziare. Storie col finale già scritto mentre si programmano le nascite di ignari e indifesi pargoli. Coppie col vaffanculo sempre in canna, così come pistole cariche pronte a sparare al minimo movimento. Ma non diteglielo, sanno tutto loro, sono padroni del sapere e del mondo. Storie di vita comune chiuse con un breve messaggio. E’ semplice e indolore, come bere un bicchiere d’acqua. Rispetto ? Ma quale rispetto ? Io la chiamerei viltà, disonorevole e indegna viltà. 

Stare insieme non è un gioco, o meglio, non serve solo giocare, bisogna imparare che la vita si deve affrontare anche giocando, ma con senno. Altro che jeans blasonati, unghie rifatte e macchine tirate a lucido. Ci vuole amore, volontà, impegno, sacrificio e scopi comuni. Non dico che una storia non possa finire, ma che oggi finiscono con la facilità con cui si battono le ciglia. Rispetto ? Ma quale rispetto ? Di chi e cosa ?

In questo brodo sociale primordiale si teorizzano e pongono in essere nuove unioni, altri equilibri, nuclei sociali diversi. Tutto è possibile; se non vuoi essere tacciato da razzista, fascista e sottoposto al pubblico ludibrio devi accondiscendere. Un caos, un circo all’aperto dove tutti sono attori, pagliacci e giocolieri. Un società dove la realtà diventa finzione e non si sa bene cosa rimane, oggi, della famiglia.

Ad maiora.