Scrivo e quando mi pare rido.

Ieri, poco prima di addormentarmi, vagavo qua e la tra i miei mille pensieri. Alcuni leggeri, altri un pò più impegnativi, altri ancora molto seri. Ecco, tra le tante cose pensavo che non è facile scrivere e che, probabilmente, ogni volta che cerco di esprimere con le parole i miei sentimenti, le loro burrascose conseguenze o qualsiasi altra esperienza, c’è qualcuno che l’ha già fatto. Quel qualcuno, però, non può conoscere le mie emozioni più intime e non può aver avuto esattamente le mie stesse esperienze, quindi, lui parla di se stesso ed io di me. Possiamo avere, con quel qualcuno, qualcosa in comune ed esternare con parole, scritte o manifestate in altro modo, il nostro mondo interiore o i fatti della vita. Rimane un fatto, lui racconta le sue storie ed io le mie. E per quanto possano essere simili, quei sentimenti, quei tumulti dell’anima, quelle storie vissute, non sono mai uguali perché, come i colori, hanno mille sfumature diverse. Non può che essere così, non siamo programmati come automi da madre natura e men che meno per essere tutti uguali. Raccontarle, quelle storie di vita, è diverso. Li ci vuole maestria, che io ritengo sia la capacità di trasmettere le immagini dei nostri occhi e i battiti del nostro cuore attraverso le parole. Saperlo fare sarebbe meraviglioso.

Ciò che scrivo può piacere o meno ed io ne sono cosciente. Dirò di più, alcuni possono anche sbellicarsi dalle risate, altri provare compassione e altri ancora esprimere critiche feroci o semplicemente non fare commenti o ironizzare. A qualcuno invece, non lo escludo, può piacere. Ma io, che “voglio cantare come cantano gli uccelli senza preoccuparmi di chi ascolta o di cosa pensi (J. Rumi)”, scrivo e quando mi pare rido.” 

Prima di addormentarmi mi capita di pensare al senso della vita, così come agli occhi espressivi dei miei amici Ugo e Tobia, ma anche al musetto della mia gatta Mussi. Può accadere anche che, passando di palo in frasca, rammento la differenza tra dittongo, trittongo e iato o partendo dalla formula iniziale del quadrato del binomio (A + B)2 sviluppo a memoria quella finale. Non di rado leggo i messaggi di Maria di Medjugorje. 

Ieri, prima di spegnere la mente per lasciare spazio a Morfeo, ho meditato a lungo sul senso della vita e non l’ho trovato dentro al bar a bere birra, tutti i santi giorni, parlando del nulla più assoluto. Non l’ho trovato neanche nell’abitudine di molti di piangersi addosso, così come nelle gelosie, nella cattiveria delle malelingue e nell’invidia. Non abbiate dubbi, con le parole si trasmettono i propri sentimenti verso gli altri. 

Il mio ultimo pensiero è stato per mia figlia, quello prima per ricordare a me stesso, con le parole di Salvatore Quasimodo, che:”Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole ed è subito sera”.

Ad maiora.