Il tempo è denaro

Cos’è l’amicizia se non condividere il proprio tempo ? Il tempo infatti, proprio perché limitato, non è da concedere a tutti. Non a caso si afferma che il tempo è denaro, anzi, il denaro senza il tempo ha lo stesso valore di una banconota contraffatta. 

Ogni essere umano, prima della nascita, riceve in dono “X” unità di tempo (Da chi ? Dipende, ma oggi soprassiedo). La X, nel caso di specie, ha un valore indefinito perché condizionato ai molteplici ed imprevedibili eventi della vita. Perciò, non cimentatevi in inutili teoremi matematici alla ricerca di un valore certo da attribuire all’incognita, non è possibile (Non ci provate, ho parlato di valore certo). Un incidente, una malattia, il modo di alimentarsi, gli amori e i dispiaceri, la propria e l’altrui volontà e tante altre variabili possono condizionare in modo più o meno consistente l’utilizzo del dono ricevuto. E’ come aver sottoscritto un contratto condizionato ad un evento furto ed incerto, il cui verificarsi provoca la risoluzione dell’accordo e l’automatico venir meno del diritto al tempo rimanente. All’avverarsi della condizione risolutiva il cuore cessa di battere. Avete presente la cassa in legno, il corpo rigido dentro un abito nero e tutt’intorno gente che chiacchiera dei fatti propri ? Si ? Bene, quella è la situazione che si verifica allo scadere del tempo.

Il tempo è troppo prezioso, perciò invidio coloro che, col coraggio che io in passato non ho avuto, vivono con l’essenziale e impiegano il tempo come merita. Come ? Vivendo a contatto con la natura, godendosi ogni singolo respiro, il colore di una margherita e la tenerezza di un agnello appena nato. Vivendo, umilmente e semplicemente, come vivono gli altri esseri viventi. Non appresso a jeans firmati, autovetture acquistate a rate, cellulari super costosi e decine di altri lacci che tengono ben saldi al sistema. In una prigione che ruba anni e dentro una girandola volta alla ricerca di qualcosa che ci renda felici. 

Non c’è denaro che possa pagare il tempo, sia se siamo coscienti che non ce ne rimane molto ma, soprattutto, quando lo ignoriamo, cioè nella maggior parte dei casi. Immaginate di avere una clessidra sul tavolo o ovunque voi vogliate – in cucina, nello studio, nella sala da pranzo o nei pressi del bidè (non a Parigi) – e di osservarla mentre, inesorabilmente, la sabbia fluisce con regolarità passando dal bulbo superiore a quello inferiore. Avendo questa possibilità, rispetto a ciò che sarà – ciò che è stato lo vediamo nella parte inferiore della clessidra – chi di noi, vedendo il tempo che ci rimane da vivere, continuerebbe a sprecarlo o a permettere ad altri di farcelo sprecare ? Ogni secondo di vita trascorso con gli altri è un gesto d’amore immenso del quale bisogna avere rispetto. Non a caso nessuno di noi vuole perdere tempo, ancor meno concedere il proprio tempo a persone che non ci apprezzano e che, quindi, non conoscono il suo valore.

Nelle società occidentali le perdite di tempo sono innumerevoli. Penso a coloro che vivono nelle grandi metropoli, trascorrendo ore in mezzo al traffico, sui mezzi pubblici o in fila negli uffici. Quanto tempo perso, tristemente e inesorabilmente tolto alla vita mentre si cerca un parcheggio, davanti al semaforo o al casello autostradale, oppure fermi alla cassa di un supermercato o al cinema, negli stabilimenti balneari alla ricerca di un posto al sole. Intanto l’orologio a sabbia scorre, spietatamente, sottraendoci la vita.

Nelle piccole realtà si è padroni del proprio tempo e non si permette a nessuno di sottrarlo. Trovo incredibile che molti preferiscano il caos cittadino allo scorrere lento della vita in provincia dove, soprattutto nei piccoli paesi, il tempo ha ancora il valore che merita e la giornata, paradossalmente, è più lunga rispetto a chi vive a Milano, Roma o Napoli. Li è ancora possibile godersi ogni singolo minuto di vita; il km 0 è la regola e il tempo è gioiosamente e incredibilmente segnato da minuti e secondi più lunghi.

Diceva un mio vecchio amico:” Godetevi il tempo, per non dover rimpiangere di aver perso un solo secondo.” In conclusione, non ho tempo da perdere o, se preferite, non ho né tempo né voglia di perdere tempo. Sempre che il tempo esista e non sia solo un’illusione.

Ad maiora.