La casa senza riposo

“Era una casa molto carina, senza soffitto, senza cucina; non si poteva entrarci dentro perché non c’era il pavimento……Ma era bella, bella davvero, in Via dei Matti numero zero”. Cosi cantava Sergio Doria nel 1969, allora avevo 7 anni. Non so se in quella casa si poteva riposare, ma immagino di no, visto che mancava la cucina, il pavimento e il soffitto. Ma, comunque, era bella, bella davvero, in Via dei Matti numero zero. Io parlo, invece, di un’altra casa ! Quella senza riposo. Perché immagino, ogni riferimento a persone o fatti ecc. ecc…. è puramente casuale, che sia difficile convivere con i serpenti a sonagli. Non sono più un ragazzino e nella mia vita ho frequentato diverse realtà, in nessuna di queste, salvo una della quale parlerò, se mi va, in un prossimo futuro, ho trovato pace e fraternità assoluta. L’idillio cosmico tra sessi, o forse dovrei dire, per seguire la tendenza, persone di genere maschile, femminile, X, transgender, omosessuale, bisessuale, trisessuale (?…si, si, hai capito bene, ho notizie di tentativi di trapianto in previsione di una sorta di ermafroditismo istantaneo) ed altro genere, non è di questo mondo.

Ecco, basta indossare un camice bianco, pur coscienti di essere stati da sempre, perennemente e costantemente ignoranti, per darsi un tono. Vuoi vedere, la soddisfazione di camminare nei corridoi, tra vecchi (purtroppo) dementi e altri vecchi (purtroppo) non autosufficienti, discorrendo di farmaci e flebo, agitando le mani e annuendo alle scempiaggini del camice rosa al nostro fianco (..attenzione, a volte verde, giallo e di altri colori). Che goduria, guardare a destra e a manca con il fare professionale di un allevatore di zecche e piattole, e poi dirigersi verso la macchina per caffè con in tasca la chiavetta che fa pendant con il camice. Beata ignoranza. Perché se sei ignorante, ignori, e non puoi sapere di non sapere quello che ritieni di sapere. Altrimenti non saresti ignorante. L’ignoranza non a caso è beata, si è convinti di essere nel paradiso degli onniscienti, non dei caproni deficienti. E giù critiche al medico, perché non avrebbe dovuto prescrivere la “penicillina” o “l’intrusione di ferro extrovena”. Se avessero studiato, che peccato; gente da premio nobel per la medicina.

Vogliamo parlare degli zoccoli sanitari ? Non si può rinunciare agli zoccoli se si indossa il camice colorato. L’effetto zoccolo, insieme all’effetto camice, dovrebbero inserirlo tra le patologie mentali. Metti il camice e gli zoccoli e fingi di capire di ematomi, melena, piaghe varie, cateteri vescicali, prelievi, accessi venosi ed altro. E’ più forte di te ! E’ più semplice tenere a bada gli ormoni adolescenziali. Ma chi sono i medici e gli infermieri ? Quelli ignorano, sono li per caso. Mentre noi, che abbiamo il camice e la divisa, noi si che siamo competenti; con gli zoccoli ancor di più. Perché se tu sei ed egli è, allora, noi siamo. Il camice lo conferma. E poi, non vi affannate, perché noi abbiamo l’arma più potente dal nostra parte. Quale ? L’ignoranza, non dimenticatela. Se ignoro non posso capire di ignorare ciò che non conosco, ma posso inventare, tutto ciò che voglio, spaziando tra stregoneria, maldicenze, malelingue e malattie varie. Perché il verde fa dimenticare il passato, quando si sapeva di essere ignoranti. Però, a pensarci bene, ma se sono ignoranti come fanno a capire che ignorano ? 

D’improvviso sento uno scampanellio lontano, poi una musica celestiale. E’ la sveglia. Scusate ero assorto, vagavo nel buio abbracciato a Morfeo. Ho sognato ! Un articolo di pura fantasia, tra sogno e sogno. Avrò mangiato troppe lumache ?