Guida in stato di ebbrezza – La verifica del tasso alcolemico

La guida sotto l’influenza dell’alcol è vietata ? 

Si, salva l’ipotesi sanzionata amministrativamente, chi guida in stato di ebbrezza è punito, salvo che il fatto non costituisca un reato più grave, con le sanzioni previste dell’art. 186 comma 2, lettere a), b) e c) del codice della strada. Tutte e tre le ipotesi si riferiscono ad un’unica condotta, consistente nel guidare mentre si è in stato di ebbrezza, mentre si differenziano esclusivamente in ragione della diversità del tasso alcolemico accertato. L’elemento caratterizzante della condotta è, quindi, la diversità del tasso alcolemico accertato all’atto del controllo. 

Quali sono i limiti del tasso alcolemico oltre i quali scatta la sanzione ? 

I limiti sono tre e sono indicati nel secondo comma, lettere a), b) e c) dell’art. 186 cds:

  1. ad un tasso alcolemico inferiore a 0,5 grammi per litro (g/l) non corrisponde alcuna sanzione, salvo non si rientri nelle categorie indicate nell’art. 186 bis del medesimo codice;

  2. (lettera a) ad un tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro (g/l), consegue il pagamento di una sanzione amministrativa da euro 531,00 a euro 2.125,00.  La patente è sospesa da 3 a 6 mesi e vengono decurtati 10 punti.

  3. (lettera b) ad un tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro (g/l), consegue l’ammenda da 800 a 3200 euro e l’arresto fino a sei mesi. La patente è sospesa da sei mesi a un anno e vengono decurtati 10 punti. 

  4. (lettera c) Se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), la sanzione prevista è l’ammenda da 1500,00 a 6000,00 euro e l’arresto da sei mesi a un anno. La patente è sospesa da uno a due anni e vengono decurtati 10 punti. Nel caso di recidiva nel biennio la patente è revocata. Il veicolo viene confiscato, salvo che sia di proprietà di persona estranea al reato, però, in tal caso, il periodo di sospensione della patente di guida è raddoppiato.

Quali sono i limiti e le sanzioni previste per i neopatentati ?

L’art. 186 bis del codice della strada dispone che alcune categorie di persone non possono guidare se hanno assunto alcol, neanche se il tasso alcolemico è inferiore a 0,5 grammi per litro (g/l). Nel loro caso l’esito della prova etilometrica deve essere pari a 0,0 grammi per litro (g/l). Le sanzioni, rispetto alle previsioni dell’art. 186 cds, sono aumentate. Appartengono a tale categoria:

  1. i conducenti di età inferiore a ventuno anni e i conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B;
  2. i conducenti che esercitano l’attività di trasporto di persone, di cui agli articoli 85, 86 e 87; 

  3. i conducenti che esercitano l’attività di trasporto di cose, di cui agli articoli 88, 89 e 90; 

  4. i conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, e’ superiore a otto, nonché di autoarticolati e di autosnodati.  

Cosa vuol dire, dal punto di vista tecnico-giuridico, guidare un veicolo ? 

La Corte di Cassazione ha definito la guida come:”(…) l’esercizio della facoltà umana di controllo e di dominio di un veicolo semovente, in modo che il soggetto che guida sia in grado di utilizzare adeguatamente gli strumenti che determinano il moto e la stasi e di contenere l’utilizzo di tali strumenti entro le regole specifiche che disciplinano e limitano la circolazione e le regole generali di prudenza, perizia e diligenza.” (Cass. Pen., Sez. IV, n. 45898 del 19 ottobre 2010). 

La specifica disciplina, ad esempio, si applica anche a chi conduce una bicicletta, perché è idonea a interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale, mentre non si applicano le sanzioni amministrative accessorie previste per tale reato (ad es. la sospensione della patente di guida. (cfr., ex plurimis, Sez. Un., Sentenza n. 12316 del 30/01/2002, Rv. 221039; v. anche Cass. Pen., Sez. IV, n. 4893 del 02 febbraio 2015). 

Anche se il veicolo è fermo, inteso nel senso di cui all’art. 157 comma 1 lett. b del cds, si è in una fase della circolazione; ciò rende irrilevante, ai fini della contestazione del reato de quo, che il veicolo condotto da chi viene sottoposto a controllo e risulta positivo all’alcoltest, sia, appunto, fermo ovvero in moto. (Cass. Pen., Sez. IV, n. 37631 del 25 settembre 2007).

Il conducente può rifiutarsi di effettuare l’accertamento del tasso alcolemico ? 

Si, il conducente può rifiutarsi di sottoporsi all’accertamento, sia che sia posto in essere a mezzo dei precursori, sia tramite l’etilometro o prelievo ematico (per quest’ultima ipotesi vedi, però, qui di seguito). Il rifiuto costituisce reato ex art. 186 comma 7 cds (ammenda da 1500,00 a 6000,00 euro e arresto da sei mesi a un anno. La patente è sospesa da uno a due anni e vengono decurtati 10 punti. Nel caso di recidiva nel biennio la patente è revocata. Il veicolo viene confiscato, salvo che sia di proprietà di persona estranea al reato, però, in tal caso, il periodo di sospensione della patente di guida è raddoppiato).

Come si svolge l’accertamento del tasso alcolemico ? 

La prova etilometrica consiste, secondo il disposto dell’art. 379 del d.p.r. n. 495 del 16 dicembre 1992, nell’analisi dell’aria alveolare espirata il cui esito dovrà risultare risultare da almeno due determinazioni concordanti effettuate ad un intervallo di tempo di 5 minuti. L’etilometro è l’apparecchio mediante il quale viene effettuata la misura della concentrazione alcolica nell’aria espirata; tale strumento deve visualizzare i risultati delle misurazioni e fornire la corrispondente prova documentale.

Il mancato completamento della regolare procedura di espirazione mediante l’etilometro, se interrotta dopo la prima prova e non proseguita ulteriormente, comporta, in applicazione del principio del favor rei, la configurabilità dell’ipotesi meno grave di cui alla lettera a) dell’art. 186 comma 2 cds, non più reato per effetto dell’art. 33, comma 1, lett. a) n. 1 della legge n. 120 del 29 luglio 2010 (Cass. Pen., Sez. VI, Sent. n. 16840 del 21 febbraio 2017). L’interruzione, sia chiaro, non deve dipendere dalla volontà del soggetto sopposto al controllo di evitare, dopo una prima “espirazione” positiva, la conferma della verifica del tasso alcolemico. Tale condotta corrisponde al rifiuto e alla conseguente applicazione dell’art. 186 comma 7 del cds.

L’accertamento può essere effettuato in altro modo ? 

Si, è possibile attraverso i c.d. elementi sintomatici. L’art. 379 comma 3 del citato d.p.r. dispone che nel procedere all’accertamento dello stato di ebbrezza, anche quando si deve documentare il rifiuto, “resta fermo in ogni caso il compito dei verbalizzanti di indicare nella notizia di reato, ai sensi dell’art. 347 del codice di procedura penale, le circostanze sintomatiche dell’esistenza dello stato di ebbrezza, desumibili in particolare dallo stato del soggetto e della condotta di guida”. 

Tali circostanze devono ricondursi a “fatti di per sé obiettivi, che non si risolvano in meri apprezzamenti del verbalizzante” ma rilevino, secondo il disposto dell’art. 192 comma 2 c.p.p, elementi precisi, univoci e concordanti, quali l’ammissione del guidatore, evidenti problemi di deambulazione e\o di movimento, l’alito vinoso e l’eloquio sconnesso, in presenza dei quali e in mancanza di altri decisivi elementi, deve ritenersi, per il principio del favor rei, sussistente l’ipotesi contemplata dalla lettera a) del comma 2 dell’art. 186 del codice della strada. (Cass. Pen., Sez. IV, n. 41399 del 7 ottobre 2013; Cass. Pen., Sez. IV, n. 23 del 5 gennaio 2016).

L’accertamento effettuato solo attraverso i c.d. elementi sintomatici rappresenta un’ipotesi residuale, possibile quando gli operatori non hanno a disposizione l’etilometro, non possono effettuare il test con altre modalità o il conducente non è in grado di effettuare regolarmente la prova.

E’ possibile accertare tramite il prelievo di sangue che il conducente è sotto l’influenza dell’alcol ? 

Si, nell’ipotesi di cui all’art. 186 comma 5 cds, quando il paziente è coinvolto in un incidente stradale. In tal caso, se il prelievo viene effettuato in esecuzione degli ordinari protocolli di pronto soccorso, considerato che non si tratta di un atto di polizia giudiziaria rientrante nella previsione dell’art. 356 c.p.p., non sussiste alcun obbligo di avviso all’indagato della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia ai sensi dell’art. 114 delle disp. att. cod. proc. pen. (Cass Pen., Sez. IV, n. 38458 del 04 giugno 2013). Tale attività, infatti, non è finalizzata alla ricerca delle prove di un reato, ma alla cura della persona e non ha niente a che vedere con l’esercizio del diritto di difesa e l’avviso in parola. (Cass Pen., Sez. IV, n. 51284 del 10 ottobre 2017; Cass Pen., Sez. IV, n. 52293 del 27 settembre 2016; Cass Pen., Sez. VI, n. 43894 del 13 settembre 2016). Se in tale contesto il “paziente” si rifiuta di sottoporsi alle cure mediche di protocollo, quindi anche al prelievo del sangue, ed è informato che, proprio nell’ambito di dette cure mediche, la Polizia Stradale ha chiesto l’accertamento del tasso alcolemico, il rifiuto è sanzionato penalmente dall’art. 186 comma 7 cds (Cass. Pen., Sez. IV, n. 20320 del 10 gennaio 2017). 

Cosa accade se i medici ritengono di non dover sottoporre il conducente giunto in pronto soccorso ad alcuna cura medica ?

Se il prelievo ematico è finalizzato chiaramente ed unicamente all’accertamento dell’eventuale presenza di sostanze alcoliche nel sangue, trattandosi di esame invasivo con violazione dei diritti della persona, è possibile opporre espresso dissenso (Cass. Pen., Sez. IV, n. 4943 del 1 febbraio 2018), in presenza del quale l’eventuale accertamento effettuato dalla “polizia giudiziaria” è illegittimo ed i suoi risultati sono inutilizzabili (v. Cass. Pen., Sez. F, n. 52877 del 25 agosto 2016; Cass. Pen., Sez. IV, n. 26108 del 16 maggio 2012). Esemplificando, non è ammesso il prelievo coattivo al solo fine di accertare la guida sotto l’influenza dell’alcol; da tale casistica, in merito all’accertamento coattivo dello stato di ebbrezza, devono essere escluse le ipotesi ex artt. 589 bis (omicidio stradale)  e 590 bis (lesioni personali stradali gravi o gravissime) del codice penale. In relazione alle problematiche sollevate e alle diverse conclusioni a favore o contro il prelievo coattivo proposte da alcune Procure, si consiglia la lettura della circolare n. 5 del 29 marzo 2016 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento e la circolare n. 1861 del 14 giugno 2016 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino.

Riepilogando, se Mevio giunge al pronto soccorso ed i sanitari ritengono di non doverlo sottoporre a cure mediche ed al prelievo ematico, gli organi di Polizia Stradale possono chiedere comunque che venga effettuato l’accertamento del tasso alcolemico, previa comunicazione al medesimo da parte dei sanitari delle finalità per cui è effettuato il prelievo (consenso informato). In tal caso, il consenso dell’interessato può essere dedotto, in mancanza di un espresso dissenso, anche da un atteggiamento positivo, sebbene verbalmente non espresso. Al contrario, se si chiede il consenso ad effettuare il prelievo, è ovvio che questo debba essere espresso, cioè non ricavabile dai suoi atteggiamenti. L’espresso dissenso del conducente all’effettuazione dell’accertamento alcolemico, richiesto dalla polizia giudiziaria ai sanitari al di fuori dei presupposti di cui al comma 5 dell’art. 186 cds, comporta l’applicazione del comma 7 del comma della medesima norma, cioè le sanzioni previste per chi guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l) (v. Cass. Pen., Sez. IV, n. 4943 del 01 febbraio 2018).

Cosa può accadere se la certificazione medica non è immediatamente disponibile ? 

In tal caso, se ricorrono fondati motivi per ritenere che il conducente sia in stato di ebbrezza alcolica, la Polizia Stradale può procedere, per un periodo non superiore a 10 giorni, al ritiro della patente di guida fino all’esito degli accertamenti. Il documento ritirato viene depositato presso l’ufficio o comando da cui dipende l’organo accertatore. Guidare nel predetto periodo comporta, per colui al quale è stata ritirata la patente, il pagamento di una sanzione amministrativa da euro 2.004,00 a euro 8.017,00, oltre la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per tre mesi o, in caso di reiterazione della violazione, la sua confisca (cfr. art. 186 comma 5 ultimo periodo, 187 comma 5 bis e 216 comma 6 cds). Non è consentito il pagamento in misura ridotta ex art. 202 cds, pertanto la somma non sarà quantificata nel verbale di contestazione; quest’ultimo indicherà la sola sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo, mentre la sanzione pecuniaria verrà irrogata successivamente del Prefetto a mezzo dell’ordinanza-ingiunzione (v. Cass. Civ., Sez. II, Sent. n. 5770 del 29 maggio 2008). 

Quali obblighi hanno gli operatori della Polizia Stradale prima di procedere al controllo del tasso alcolemico ? 

Prima di procedere con la prova etilometrica gli operatori della Polizia Stradale hanno l’obbligo, in ottemperanza al combinato disposto dagli artt. 114 delle norme di attuazione del medesimo codice (D.L.vo 28 luglio 1989 n. 271) e 354, 356 del codice di procedura penale, di avvisare l’interessato che ha la facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia. Occorre però rimarcare che tale obbligo non sussiste quando, prima che si proceda ad accertamento mediante etilometro, e proprio per verificare i presupposti per darvi luogo, la Polizia Stradale invita il conducente a sottoporsi agli accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili (c.d. precursori). Questi accertamenti, infatti, sono di natura discrezionale, non sono preliminari all’acquisizione di elementi indiziari del reato de quo, pertanto non necessitano dell’avviso ex art. 114 delle citate norme di attuazione (v. anche la Circolare Ministro dell’Interno del 29 dicembre 2005, n. 300/a/42175/109/42). Quanto all’avviso di cui sopra, quando è obbligatorio, le Sezioni Unite hanno enunciato il seguente principio di diritto: “La nullità conseguente al mancato avvertimento al conducente di un veicolo, da sottoporre all’esame alcoolimetrico, della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, in violazione dell’art. 114 disp. att. cod. proc. pen., può essere tempestivamente dedotta, a norma del combinato disposto degli artt. 180 e 182, comma 2, secondo periodo, cod. proc. pen., fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado.“, (Cass. Pen., Sez. U, n. 5396 del 29.01.2015).

L’avviso in parola non è obbligatorio neanche quando, come si è già precisato, l’accertamento è effettuato tramite il prelievo di sangue avvenuto all’interno delle normali procedure di pronto soccorso. Non si tratta, in tal caso, di un atto di polizia giudiziaria rientrante nella previsione dell’art. 356 c.p.p., pertanto, non sussiste alcun obbligo di avviso all’indagato della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia ai sensi dell’art. 114 delle disp. att. cod. proc. pen. (Cass Pen., Sez. IV, n. 38458 del 04 giugno 2013).

Infine, quando l’accertamento alcolemico non avviene nell’ambito degli ordinari protocolli sanitari, ma è espressamente richiesto dalla polizia giudiziaria col solo scopo di acquisire la prova del superamento dei limiti di legge, i sanitari agiscono come vera e propria longa manus della organi di Polizia Stradale e, rispetto a tale accertamento, scattano le garanzie difensive in parola e l’avviso potrà essere dato anche dal personale sanitario (v. art. 348 comma 4 c.p.p. – ausiliari di polizia giudiziaria); (v. Cass Pen., Sez. IV, n. 51284 del 10 ottobre 2017; Cass Pen., Sez. IV, n. 3340 del 22 dicembre 2016; Cass Pen., Sez. IV, n. 53293 del 27 settembre 2016).

Guidare sotto l’influenza dell’alcol comporta la decurtazione di punti dalla patente ? Si, dalla patente vengono decurtati 10 punti ( v. art. 126 bis – tabella dei punteggi).

(n.b. – E’ consigliabile, per avere un parere su qualsiasi questione di carattere penale, rivolgersi al proprio legale di fiducia.)