Hai mai letto la Bibbia ?

Un pastore protestante che ho conosciuto casualmente ama ripetere spesso, facendo riferimento al profeta Osea (4, 6-13), che Dio afferma:“Perisce il mio popolo per mancanza di conoscenza (…)”. Il religioso, riferendosi ai cattolici, non ha alcun dubbio sulla loro scarsa conoscenza delle Scritture, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento. Il riferimento in alcuni casi è da estendere, secondo la sua opinione, anche ad alcuni prelati. Ora, io non so quanti cattolici conoscono la Bibbia – specialmente il vecchio testamento – e quanti, spinti almeno dalla curiosità di leggere cosa dice questo Dio, l’abbiano mai aperta. Per ciò che mi riguarda non posso dire che il pastore abbia torto, negli ultimi tre anni, preceduti da oltre un trentennio di assoluto disinteresse, ho letto saltuariamente solo ed esclusivamente il Vangelo. 

E’ vero però che, da qualche mese, la mia curiosità è diventata morbosa e ho iniziato a documentarmi seriamente. Attualmente, dopo aver letto i testi scritti da alcuni biblisti (tra i quali – karlheinz Deschner, Mauro Pesce e Bart Ehrman), la mia mente è stata letteralmente assalita da una serie infinita di dubbi. Ho iniziato, quindi, a leggere con molta attenzione l’Antico Testamento partendo dalla Genesi. Non nego che, ad oggi, sono molto perplesso su tutto ciò che mi è stato raccontato nel corso della mia breve esperienza ecclesiale. In realtà, ciò che ho letto fino ad oggi, non è altro che la storia di un popolo che esce dalla condizione di schiavitù e inizia il proprio cammino verso la terra promessa. Promessa da chi ? Ecco, qui sorgono altri dubbi rispetto a un Signore che tutto appare fuorché misericordioso; ad esempio, oltre a migliaia di morti ammazzati, mi spaventa, e non poco, l’olocausto di poveri animali quale “profumo soave per il Signore” (Lv 1,9). Così come non capisco il perché siamo, noi cattolici, circondati da statue di ogni genere, quando la “Legge” dice, in modo molto esplicito che:”Non vi farete idoli, né erigerete immagini scolpite o stele (…)” (Lv, 26,1); ed ancora:”Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l’Eterno, il tuo Dio, sono un Dio geloso che punisce l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.” (Es. 20, 4-6).

Numerose altre questioni – quali la figura storica di Gesù, l’attendibilità di alcune scritture e il loro periodo storico, presunte interpolazioni, il ruolo dell’Imperatore Costantino nel Concilio di Nicea, la dottrina dell’apostolo Paolo e numerose altre – toccano profondamente anche il Vangelo. 

Ora, voglio essere sincero, pensare anche solo per un attimo – come ama ripetermi un mio caro amico – che si potrebbe trattare di una grande truffa e che la morte è la fine di tutto, mi sconvolge un pò. Non tanto per la morte in se stessa, ma per il dopo che potrebbe essere il niente, cioè il nulla più assoluto. Se così fosse nascono, a mio parere, innumerevoli questioni che toccano l’etica e la morale, allora potrei, con ilarità, parafrasare una famosa canzone napoletana e dire che chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. 

Mi fermo qui, non intendo andare oltre, perché la materia è molto complessa e sono cosciente di aver necessità di studiare, leggere, documentarmi, chiedere e capire. Sia chiaro, l’universo, visto con i limiti della mia natura umana, mi porta a non negare l’esistenza di un Creatore.

La nostra vita è breve e triste; non c’è rimedio, quando l’uomo muore, e non si conosce nessuno che liberi dagli inferi. Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo stati. E’ un fumo il soffio delle nostre narici, il pensiero è una scintilla nel palpito del nostro cuore. Una volta spentasi questa, il corpo diventerà cenere e lo spirito si dissiperà come aria leggera. Il nostro nome sarà dimenticato e nessuno si ricorderà delle nostre opere. La nostra vita passerà come le tracce di una nube, si disperderà come nebbia scacciata dai raggi del sole e disciolta dal calore.” (Sap. 2, 2-4) 

 Ci sentiamo presto, ciao.